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ORTORESSIA
(riassunto delle ricerche elaborate dalla Dott.ssa Monika Piskaglia)

Ortoressia (ossessione per il mangiare cibi sani)
Orthos (giusto, sano, corretto) - orexis (appetito)

Iniziamo a parlare di una nuova forma dei disturbi del comportamento alimentare, denominata "ortoressia", cioè l'ossessione per il mangiare cibi sani, come anticipato dall'etimologia greca: "Orthos" che significa giusto, sano, corretto, e "orexis" che è l'appetito. Questa nuova insegna clinica scaturisce dalle riflessioni e dall'autodiagnosi di Steven Bratman, un medico statunitense esperto in scienze alimentari che ha raccolto le sue intuizioni, i suoi studi sui pazienti trattati e la propria esperienza autobiografica nel volume di recente pubblicazione "Health Food Junkies", che è diventato un best-sellers in America e che contiene una rassegna sulle diete attualmente più popolari ed una teorizzazione su questo nuovo tipo di disagio psicosociale.

Sebbene stia iniziando una timida campagna di informazione attraverso i mass-media, l'ortoressia non è ancora ufficialmente riconosciuta né dal DSM, che è il manuale diagnostico dell'OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità), né dalla recente letteratura specialistica, che forse attende di pronunciarsi in attesa di un'analisi più approfondita del fenomeno in questione.

Il testo autobiografico di Steven Bratman ripercorre le fasi ed i fenomeni di questa inedita forma di estremismo radicale inerente la scelta qualitativa dei cibi ed il loro consumo, che portava lo stesso autore a consumare i pasti in silenzio assoluto, a mangiava verdure solo se colte al massimo 15 minuti prima e a temere l'insorgenza di malattie gravi a seguito dell'ingestione di cibi sentiti come velenosi, secondo lo schema di una classica ipocondria paranoica.

Se tanto ci interessa iniziare a parlare di questa nuova sindrome è anche perché rileviamo in essa la prevedibile conseguenza psicologica dei recenti allarmi alimentari: la mucca pazza, i polli contenenti diossina, i cibi transgenici, gli OGM (Organismi Geneticamente Modificati), i magimi animali arricchiti di antibiotici, l'afta epizootica, ecc, che certamente hanno costituito le basi per una ricerca ossessiva di cibi e stili alimentari che proteggano (realmente o illusoriamente) rispetto a queste minacce, che per giunta vengono ingigantite dalla tendenza dei mass-media di sfruttare l'effetto angosciante degli stessi. Anche la diffusione delle informazioni scientifiche sui cibi e la nutrizione, come testimoniato dall'obbligo di etichette sui cibi confezionati sempre più dettagliate e complesse, sembra spingere nella stessa direzione. Una percentuale elevata di persone ha iniziato da tempo a manifestare una sincera preoccupazione circa i rischi veicolati dal cibo e dai trattamenti a cui questo è stato sottoposto in fase di produzione. Non c'è dubbio che dietro l'angolo c'è una più generale diffidenza verso le aziende produttrici che negli ultimi decenni hanno spesso dato prova di opportunismo e disinteresse per le ricadute sanitarie di alcune scelte industriali (si pensi al vino al metanolo di una decina d'anni fa che aveva messo in crisi la credibilità di tutta la produzione vinicola italiana). Applicando solo per un attimo una lettura psicoanalitica al fenomeno dell'ortoressia, posso aggiungere che siamo davanti ad un fenomeno di diffidenza verso "l'Altro che nutre" in generale, il che apre il campo a possibili letture edipiche che rimandano alle dinamiche passate verso chi per primo ha nutrito.

L'ortoressia richiama l'attenzione verso le numerose diete esistenti sul mercato (un mercato ormai saturo in cui ogni settimana appaiono su Tv e giornali nuove diete sempre meno logiche che favoriscono un pericoloso "fai da te"). Si può parlare senza ombra di dubbio di vere e proprie diete ortoressiche, quali: vegan, crudisti, vegetariani, cadaveriani, macrobiotica, ecc, che presentano tutte il comune denominatore di una ipreselezione degli alimenti che finisce per essere pericolosa nell'educazione alimentare e che è ormai dimostrato sono spesso alla base di alcune malattie infantili. Il problema dell'ortoressia infatti non si limita solo alle pesanti limitazioni della vita sociale delle persone che ne sono affette, le quali non possono accettare un invito a cena a casa di amici o al ristorante perché si imbatterebbero in cibi non sicuri o selezionati (per non parlare delle limitazioni provocate dal doversi procurare cibi particolari, trattarli igienicamente con controlli scrupolosi che si presentano come rituali ossessivo-maniacali e che possono richiedere molte ore di tempo), ma tocca anche il campo prettamente medico, visto che tali soggetti si espongono ad avitaminosi, osteoporosi e artereosclerosi con grande frequenza rispetto a soggetti di controllo che seguono un'alimentazione completa.

Ciò che differenzia l'ortoressia dalle altre forme più conosciute di disturbi del comportamento alimentare, è che mentre nell'anoressia-bulimia tutte le attenzioni sono poste sulla quantità di cibo e sulle sue ricadute, quindi l'estetica e le forme del corpo, il calcolo delle calorie, al colpa per aver mangiato troppo, ecc, nell'ortoressia al contrario tutte le preoccupazioni riguardano solo la qualità del cibo, il rischio di contaminazione, la minaccia che sia sporco o non sano, non puro, fino alla vera e propria mania di persecuzione, come se qualcuno volesse avvelenare il soggetto.
Anche il desiderio inconscio che sta alla base dell'ortoressia si differenzia da quello che è alla base degli altri disturbi alimentari. Se nell'anoressia-bulimia ci troviamo davanti ad una irriducibile pulsione di morte, che punta ad un tentativo di annullamento della vita, nell'ortoressia invece il desiderio inconscio più frequente è il suo contrario, cioè quello dell'immortalità, perseguita attraverso un evitamento di tutto ciò che, nel cibo (ma non solo) può risultare tossico o dannoso.

Anoressia-bulimia = ossessione per la quantità di cibo.
Ortoressia = ossessione per la qualità del cibo.

Anoressia-bulimia = pulsione di morte (puntano all'annullamento della vita)
Ortoressia = desiderio di immortalità

Possiamo stilare una prima lista dei fenomeni ricorrenti in questa nuova patologia:

. Necessità di conoscere singoli ingredienti dei cibi
. Il cibo non è fonte di piacere
. Disgusto per le persone che mangiano in modo normale
. Difficoltà di relazione con chi non condivide le proprie idee sul cibo
. Disgusto nel riempire (contaminare) il proprio corpo con sostanze non naturali
. Paura di contaminare il proprio corpo
. Desiderio continuo di depurarsi
. Necessità di programmare ogni pasto
. Severità con sé stessi
. Senso di colpa quando si trasgredisce alla dieta
. Evitamento fobico di piatti, posate, pentole contaminate da cibi non naturali
. Evitamento di piatti/posate/pentole di materiali che possono alterare le qualità nutritive (teflon, alluminio, ecc).
. Esitamento pranzi sociali, portano con sé cibi pronti e stoviglie personali.

E possiamo stilare anche una divisione in tipologie, ovvero in sottocategorie:

. Ortoressici Positivi (es: dieta mediterranea) L'aspetto maniacale non sta nell'opporsi a certi cibi quanto nel promuovere ed idealizzare alcuni cibi sani e limitare gli altri.
. Salutisti (vegan, macrobiotici) eliminano ampie categorie di cibi ritenendoli dannosi, a prescindere da ogni riscontro medico scientifico.
. Etici: escludono cibi (carne) per rispetto delle condizioni degli animali allevati, per motivi religiosi, spirituali o culturali.
. Quantitativi (finalità di dimagrire)
. Globalizzanti: applicano concetti che funzionano per pochi individui alla generalità della popolazione nell'ottimistica speranza che ciò sia vero. (paradigma Di Bella)
. Matematici (zona)

Sono già diversi i personaggi famosi del mondo cinematografico che si dichiarano ortoressici: da Julia Roberts a Winona Ryder, ed esiste in America anche un sito internet (Diamondorganics.com), che offre un servizio on-line di lusso, che consegna a domicilio cibi genuini controllati e garantiti. Basta fare mente locale per accorgersi che anche molte diete oggi molto conosciute (e spesso indicate genericamente come vegetariane) si prestano ad un uso ossessivo vicino all'ortoressia, come ad esempio:

. Vegan (cadaveriani): esclude i derivati di origine animale.
. Fruttariana: solo frutta, semi e noci.
. Rudista: solo vegetali crudi.
. latto-ovo-vegetariana: cereali, legumi, noci, semi, frutta, latte, uova, formaggi.

Termino con la trascrizione di alcuni dati statistici che possono risultare d'interesse:

Dati italiani:
230.000 morti l'anno per patologie legate all'alimentazione (malattie cardiovascolari, neoplastiche, obesità: uso di grassi saturi e colesterolo)

Dati mondiali: (1999)
cosmetici negli USA 8 miliardi dollari
acqua e infrastrutture igeniche per tutti 9 miliardi
gelati in Eropa 11 ml
spese per la salute riproduttiva della donna 12 ml
profumi in Europa e Usa 12 ml
salute di base e nutrizione 13 ml
cibo per animali in Europa 17 ml
sigarette in Europa 50 ml
alcolici in Europa 105 ml
droghe nel mondo 400 ml
spese militari nel mondo 780 ml

 

Infine un esempio molto interessante tratto dalle nuove confezioni dei prodotti Galbusera. Hanno ideato e reclamizzato un "Percorso Salute" che consiste, come si può leggere nell'etichetta che ho scansionato direttamente da una confezione di biscotti Zalet, in una garanzia che l'azienda produttrice offre al consumatore che il prodotto è realizzato senza OGM, senza grassi idrogenati modificati chimicamente, senza conservanti, coloranti o emulsionanti, e che sottolinea invece l'uso garantito di alta qualità su impianti di produzione, controlli, l'evitamento di contaminazioni durante e dopo la produzione. Se una ditta come la Galbusera, una delle più conosciute e vendute in assoluto ha scelto questa strategia di marketing significa che le loro analisi di mercato hanno già rilevano e anticipato che anche in Italia le tematiche dell'ortoressia sono ormai al centro delle scelte dei consumatori.

 

Leggi l'intervista pubblicata su ANNA (Settembre 2004) sull'Ortoressia

 

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