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Consigli delle figure mediche
che hanno contatti con i Disturbi del Comportamento Alimentare
Dentista
La pratica del vomito causa lesioni dentarie (erosione dello smalto)
come conseguenza dell'azione acida del succo gastrico che giunge
in bocca. L'erosione è irreversibile e colpisce in misura
maggiore i denti frontali (la loro parete interna), ma non progredisce
quando la paziente cessa di vomitare. Anche il colore dei denti
tende a modificarsi passando dal bianco al grigio o marrone. Questo
fa anche aumentare la frequenza di carie. Anche le abitudini dietetiche
incidono molto, come ad esempio il consumo di bevande dietetiche
a basso PH due o più volte al giorno (due bevande di questo
tipo consumate ogni giorno per una settimana producono effetti pari
ad un singolo evento di vomito). Inoltre nei DCA è stato
evidenziato un ridotto flusso salivare ed un'alta concentrazione
salivare di lactobacilli e streptococchi. Sebbene non elimini i
danni, è consigliabile la pulizia dentaria nel post-vomito,
per abbassare il PH interno al cavo orale. Un dentista può
oggi applicare sullo smalto dei denti una sostanza apposita che
resiste all'azione degli acidi nel periodo di esposizione quotidiana
al sintomo. Ed è sempre consigliato l'uso di gastroprotettori
specifici per proteggere il cavo orale (gengive, mucose, gola, esofago).
Ginecologo
È noto che moltissime ragazze che soffrono di anoressia presentano
una persistente amenorrea (interruzione del ciclo mestruale) secondaria
alla perdita di peso e alla restrizione alimentare, che spesso viene
riconosciuta come primo segno di "anormalità" da
parte delle pazienti e delle loro famiglie. L'amenorrea è
causata dalla anomala secrezione pulsatile ipofisaria di LH e dalla
bassa produzione ovarica di estrogeni, e si evidenzia inoltre una
ridotta risposta ipofisaria all'LHRH ipotalamico. Questo quadro,
nella maggior parte dei casi, si normalizza con il recupero ponderale,
la scomparsa dell'iperattività fisica e della restrizione
alimentare. Una delle conseguenze più temibili dell'ipoestrogenismo
è l'osteopenia da ridotta apposizione corticale, tanto più
temibile quanto più è precoce l'insorgenza della malattia.
La riduzione della massa ossea, inoltre, è direttamente correlata
con la durata dell'amenorrea e con il BMI (indice di massa corporea)
e quindi più in generale con la durata della malattia. La
somministrazione di estrogeni come cura dell'amenorrea, oltre a
non tenere in considerazione il sintomo amenorrea nel contesto di
un più complesso problema, funge da rinforzo di negazione
della malattia, e non tiene in considerazione i fattori psicopatologici
del disturbo. Gli estrogeni, inoltre, non aumentano la formazione
dell'osso; essi infatti sopprimono sia la formazione che la perdita
di osso. Somministrare estrogeni ad una ragazza che soffre da pochi
anni di anoressia nervosa e che sta lottando per cercare di guarire
dal suo disturbo, può impedirle di recuperare la sua massa
ossea perduta.
Insegnanti di educazione
fisica (scuole, palestre, centri dimagrimento)
Primi evidenti segnali di questi sintomi sono:
- ginnastica compulsiva per bruciare calorie.
- esercizio fisico eccessivo.
Dietologo
Per quanto possa sembrare paradossale, digiunare non sempre fa dimagrire,
perché arresta il metabolismo (il corpo ha bisogno di carboidrati
per bruciare le riserve di adipe). I carboidrati sono i calmanti
natuali, e la loro presenza nella dieta garantisce una maggiore
protezione dalle abbuffate bulimiche. Le proteine e un uso frequente
di acqua sono necessari per reintegrare i liquidi perduti per colpa
del vomito o dei lassativi. Dopo le abbuffate è assolutamente
necessario reintegrare sodio e potassio (che si perdono con i succhi
gastrici), ad esempio con gli integratori di Sali minerali in commercio
(es: Polase) o attraverso cibi specifici (es: la banana, che è
molto ricca di potassio). La carenza di Sodio e Potassio espone
a serissimi rischi cardiaci.
Medico di base
A lui è in mano la diagnosi precoce e la responsabilità
di inviare ad uno specialista serio e specializzato in materia.
E' fondamentale scegliere un clinico secondo i seguenti paramentri:
- specializzato in disturbi dell'alimentazione.
- che tratta sia la paziente che la famiglia.
- con una conoscenza specifica dei farmaci e psicofarmaci usati
in queste patologie.
- collegato ad un centro di ricovero specializzato per le fasi acute.
Pediatra
Altra categoria a cui è affidato il compito di una diagnosi
precoce.
Il DSM IV classifica i Disturbi della Nutrizione e dell'Alimentazione
dell'Infanzia o della Prima Fanciullezza in tre gruppi:
- Pica (307.52) la cui diagnosi comporta l'assunzione persistente
di sostanze non alimentari per un periodo di almeno un mese, inappropriata
rispetto al livello di sviluppo
- Disturbo di Ruminazione (307.53) consistente in un ripetuto rigurgito
e rimasticazione di cibo per un periodo di almeno un mese dopo un
periodo di funzionamento normale non dovuto ad un'altra condizione
medica generale (per es: reflusso esofageo)
- Disturbo della Nutrizione dell'Infanzia o della Prima Fanciullezza
(307.59) che si manifesta con mancanza di una alimentazione adeguata
e incapacità ad aumentare di peso o significativa perdita
di peso durante un periodo di almeno un mese, non secondaria ad
un'altra condizione medica o ad un altro disturbo mentale, con esordio
prima dei 6 anni di età.
Insegnante (scuole
elementari e medie)
I disturbi alimentari sono spesso correlati ad un'ossessione per
la perfezione che si esprime anche nel campo degli studi e dei rapporti
con il gruppo dei coetanei. Un'attenzione preventiva ed una comprensione
precoce di tali espressioni può essere utile per cercare
di approfondire con la ragazza o con la famiglia i problemi all'origine.
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