Spettacolo teatrale registrato presso il Teatro San Salvatore di Bologna il 23 Giugno 2009


Il "Processo a Marcel Duchamp" fa parte di un ciclo di "Processi ai grandi geni artistici" che l'Associazione Mondotre ha ideato ed allestito in forma di spettacoli teatrali, durante i quali un personaggio controverso viene immaginariamente processato per le proprie idee, le opere, le rivoluzioni artistiche che ha introdotto, e per gli effetti che queste hanno generato nei suoi contemporanei e nelle generazioni successive. Lo spettacolo si snoda in un susseguirsi di arringhe accusatorie e difensive, sostenute dall'imputato e da un pubblico ministero, e scandite dagli interventi del giudice e di una voce narrante che ricostruisce per gli spettatori la vita privata e pubblica del personaggio in esame.


Marcel Duchamp, il padre indiscusso dell'arte moderna, del superamento dell'arte convenzionale, dell'abolizione della tela, del pennello, della separazione tra arte e vita quotidiana, innovatore, avanguardista, ispiratore delle principali correnti artistiche del '900, dapprima pittore ispirato al cubismo e all'impressionismo, poi precursore del futurismo, per poi abbandonare il quadro convenzionale per proporre un'arte totalmente nuova, basta sul "ready made", sull'uso di oggetti del quotidiano ripensati dall'artista in un contesto e una funzione che ne rinnova il senso e la profondità spirituale. Celeberrime l'orinatoio, la ruota di bicicletta montata sullo sgabello da cucina, lo scolabottiglia, l'attaccapanni inchiodato al paviemento, la gioconda coi baffi, Duchamp sorprende, stravolge il senso comune, apre l'orizzionte della razionalità sulle nuove frontiere della psicoanalisi e dell'irrazionale aprendo la strada alle correnti surrealiste, ad dadaismo, all'informale e alla pop art. Poi crea il suo capolavoro: il Grande Vetro, quadro-non quadro, stratificazione di significati e significanti, comprensibile solo dopo lunghi e complessi studi che spaziano dall'alchimia medievale alle simbologie rinascimentali delle assunzioni in cielo della vergine Maria. E poi l'abbandono della pittura per dedicarsi alla sua altra grande passione: gli scacchi, diventa un campione internazionale, per 4 volte capitano della squadra francese alle olimpiadi di scacchi, piazzamenti sempre altissimi, vittorie epiche. Ma in segreto continua a coltivare una pittura nuova, sperimentale, che spazia dalla body art al cinema tridimensionale. Realizza film con Picabia e René Clair, e cura la collezione d'arte personale di Peggy Guggenheim e tutti i suoi musei, definendo così i confini dell'arte moderna. Dopo Duchamp l'arte di confronta con sé stessa, non riuscendo più a distinguere con facilità più cosa sia arte e cosa no, chi sia artista e chi no.



Voce narrante: Matteo Mugnani
Giudice: Vittorio Riguzzi
Accusa: Davide Rondoni
Difesa: Giovanni Pintori
Ospite nel ruolo di testimone dell'accusa: Susy Blady

Musiche: Enzo Balestrazzi
Regia: Vittorio Riguzzi


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