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Cibo-tempo-forza di gravità


IL CIBO E IL CORPO FRA TEMPO E FORZA DI GRAVITA'

Esistono molte correlazioni tra il cibo e il tempo. Innanzitutto esiste un tempo del corpo scandito dalle sensazioni fisiologiche della fame e della sazietà, che regolano il tempo dei pasti, fissati in orari socialmente condivisi sia nel convivio familiare che nelle pause pranzo sul luogo di lavoro. Per non parlare del metabolismo, unità di misura di quante calorie un corpo riesce a bruciare nell'arco delle 24 ore giornaliere. Inoltre sia il metabolismo che le sensazioni di fame e sazietà sono sensibili a variazioni dovute ai cambi di stagione, al ciclo mestruale, alla temperatura e a molti altri fattori. In questo senso sono preziose le rilevazioni dello speleologo M.Montalbini che tra 1986 e il 1992 ha realizzato diversi esperimenti scientifici di isolamento spazio-temporale, chiudendosi in un laboratorio all'interno delle grotte di Frasassi per periodi di 210 giorni (da solo, record mondiale individuale) e 366 giorni (con altri compagni). Durante questi esperimenti sono state registrate le variazioni delle sensazioni di fame e sazietà, dei cicli del sonno, del metabolismo, dell'assorbimento di glucidi nel sangue, e quindi delle sensazioni psicologiche con cui veniva avvertito il corpo, le sue dimensioni e il suo peso. Dai dati raccolti emergono interessanti riflessioni sui rapporti tra cibo, fame, sazietà e metabolsimo, e sulle connessioni tra queste, i fattori esterni-ambientali e le abitudini sociali. Risultati che sono oggi in fase di decodifica a partire anche dalle riflessioni dello stesso Montalbini e del padre della cronobiologia Prof.Halberg.

Altri studi preziosi sono quelli derivati dagli esperimenti in assenza di gravità, condizione in cui il peso corporeo è effettivamente molto minore rispetto al valore di peso generato dalla forza di gravità terrestre. Anche in questa condizione si sono registrate le variazioni delle sensazioni corporee su peso e dimensioni corporee, oltre a quelle del metabolismo e dei cicli di fame e sazietà. Il senso delle forme e del peso corporeo in assenza di gravità è ovviamente alterato, e i primi studi sperimentali confermano una forte riduzione del metabolismo basale e quindi della sensazione di fame. Questo ci suggerisce che un ipotetico intervento chirurgico o tecnologico sul sistema vestibolare (che regola la sensazione di gravità) dovrebbe incidere sul rapporto peso-corpo-forme, e quindi essere un possibile strumento futuribile per riequilibrare certe dismorfo-fobie o certe sensazioni compulsive, ma si tratta ancora di fantascienza.

Va qui ricordato che il concetto di peso è la risultante della forza di gravità esistente su un dato pianeta, cioè della forza di attrazione verso il centro del pianeta, in proporzione alla massa. E' noto infatti che se il peso viene misurato sul pianeta terra questo è sensibile alla forza gravitazionale del nostro pianeta, ma se pesiamo lo stesso corpo sulla luna, su marte, giove, o altri pianeti di cui conosciamo il valore gravitazionale, otterremo valori numerici completamente diversi. Per esempio un corpo che sulla terra pesa 60 Kilogrammi, se viene pesato sulla luna avrà un peso di soli 10 Kg, su Marte di circa 23 Kg, su Venere di 54, su Saturno di 64, ma su Giove di ben 152 Kg, a causa delle diverse forze gravitazionali. Se desiderate conoscere quale sarebbe il vostro peso su un altro pianeta del sistema solare visitate il sito: www.tuttotrading.it/tuttoweb/peso.html.
Ricordiamo inoltre che, senza muoverci dal pianeta terra, tali variazioni di peso si verificano anche solo in base alla latitudine e all'altezza sul livello del mare. Attraverso calcoli molto complessi si è riusciti a quantificare una perdita di circa 3 decimillesimi del proprio peso per ogni chilometro di altezza.

Inoltre nello spazio giorno e notte non esistono più, o nel caso dei laboratori in orbita terrestre, durano solo 90 minuti. E la totale mancanza dei cicli biologici comporta profonde modificazioni delle tendenze del metabolismo, quella costruttiva, che accumula materiale energetico, e quella distruttiva, che brucia energia, che sulla terra sono scandite rispettivamente dalla notte e dal giorno. E anche la produzione di ormoni segue scadenze giornaliere, mensili ed annuali che nello spazio non esistono più. Per non parlare di tutti i sensori posti nelle articolazioni, nei muscoli e nei tendini, che se non sono stimolati dalle pressioni e dagli stiramenti che le varie parti del corpo esercitano l'una su l'altra a causa del proprio peso, smettono di inviare impulsi al sistema nervoso centrale, alterando le sensazioni del corpo, delle sue forme e naturalmente del suo peso. E la sensazione di assenza di peso che si prova nello spazio (o in assenza di gravità), liberando il soggetto dalle leggi della natura a cui è abiutuato, generano una sensazione euforizzante paragonabile a certe forme di maniacalità, per la quale gli astronauti devono compiere appositi addestramenti psicologici.

Anche l'origine etimologica della parola gravità (cioè della forza che determina il peso) è la stessa di gravida/o (cioè di un corpo in gravidanza) in quanto "gravidum" deriva da "gravis", cioè grave, pesante, e in senso figurativo possiamo dire che in effetti anche la prole "gravita" attorno alla madre, idea questa suggestiva se la applichiamo simbolicamente al vissuto soggettivo di soggetti complessati dal proprio peso corporeo.


Esperimenti in assenza di gravità sull'aereo-laboratorio dell'ESA.


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