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"Psicologia dell'Architettura
e arredamento" è uno studio psicologico sull'evoluzione
dei luoghi destinati alla preparazione e consumazione del cibo nell'ambito
domestico e sociale (cucine, sale da pranzo, ristoranti), e fa parte
del Progetto MORF-DESIGN (ideato
nel 2003 da: Vittorio Riguzzi, Donato Luna, Matteo Mugnani).
Il progetto prevede lo studio comparato dell'architettura, dell'arredamento
di interni e del design dei luoghi destinati alla preparazione e
consumazione del cibo; nella loro evoluzione nel tempo, negli stili,
e nelle diverse realtà geografiche e sociali. Il progetto
Morf-Design è destinato alla divulgazione culturale attraverso
conferenze-spettacolo multimediali.

Cenni storici (sull'origine
ed evoluzione dei luoghi destinati alla preparazione e consumazione
del cibo):
La storia dell'uomo si è evoluta parallelamente a quella
delle abitudini alimentari. Le grandi rivoluzioni tecnologiche che
hanno segnato il passaggio da un tipo di civiltà a quella
più evoluta sono da sempre collegate ad un diverso rapporto
con il cibo e la sua preparazione: dalla scoperta del fuoco e dei
metalli nell'antichità, all'introduzione di elettricità
ed elettronica nell'ultimo secolo (che hanno aperto la strada al
mondo degli elettrodomestici da cucina), il rapporto tra abitudini
alimentari ed evoluzione dell'uomo è rimasto sempre di reciproca
dipendenza. Inoltre la possibilità di cuocere grazie al fuoco
o di conservare (e quindi trasportare a distanza i cibi), hanno
permesso all'uomo di sperimentare sapori nuovi e stili di vita prima
impossibili, cambiandone la cultura e la filosofia. E lo stesso
vale per i luoghi che nelle varie epoche sono stati destinati alla
preparazione e consumazione dei pasti: il concetto di cucina e di
sala da pranzo non sono infatti sempre esistiti, ma sono la risultante
(tutt'altro che definitiva) di un lungo percorso di modi e stili
di rapportarsi all'alimentazione, cha va dallo sfarzoso triclinio
dei pranzi luculliani dell'antica roma, dove si mangiava sdraiati,
alla tradizione rurale dove uomini e animali mangiavano nella stessa
stanza, dalle cucine delle case borgesi del XVIII-XIX secolo che
rappresentava una zona periferica della casa destinata solo alla
servitù (si pensi al Vittoriale di D'Annunzio che ancora
conserva questa struttura), fino ai moderni loft urbani in cui inceve
cucina e sala da pranzo sono diventati il centro operativo e di
rappresentanza della casa ed il luogo d'incontro e di unione della
famiglia, non solo aperto agli ospiti ma addirittura status-symbol
attraverso design e tecnologie all'avanguardia. Da luogo nascosto
e periferico dunque a luogo da esporre e in cui ricevere. E durante
questo lungo excursus si assiste ad un'altrettanto complessa evoluzione
delle tecnologie e delle regole del galateo in materia di alimentazione,
delle linee di design, della ricerca estetica e delle soluzioni
d'arredo di questi luoghi. Cucina e Sala da pranzo sembrano rincorrersi
sempre, alternando periodi di separazione (nelle epoche più
ricche) ad altri di fusione e commistione. Per non parlare poi della
moltitudine di utensili ed elettrodomestici che si sono succeduti
in cucina e che hanno contribuito profondamente a modificare per
sempre lo stile di vita dell'uomo e della donna. E' universalmente
riconosciuto l'enorme valore che l'innovazione tecnologica domestica
ha avuto nella rivoluzione dello stile di vita femminile e sociale.
E' per questi motivi che è importante studiare e comprendere
l'evoluzione che hanno avuto e che avranno in futuro i luoghi e
i riti dell'alimentazione, che tanto sono prossimi alle logiche
dei disturbi alimentari, che come noto finiscono per evidenziare
una sovversione al convivio e alle sue regole, ai suoi luogi e ai
suoi tempi: i digiuni e le abbuffate svolte in luoghi non destinati
all'alimentazione (camere, bagni, supermercati, albergi, cantine)
e fuori dalla logica temporale dell'ora dei pasti (in piena notte
o per molte ore di seguito). E lo stesso dicasi per i luoghi destinati
alla cura del corpo, dell'igiene e degli scarti del corpo: vomito,
feci, ecc.
La cucina nel 2004:
Mai come adesso, nell'epoca del post 11 settembre, dominata da un
periodo di grande insicurezza, che si risolve in una ricerca di
difesa, di chiusura nel privato, di stabilità (ritorno alle
radici e alle tradizioni), e di semplificazione (ritorno alla soddisfazione
dei bisogni primari), nessun ambiente più della cucina si
propone come luogo di recupero del passato per guardare al futuro
con occhi diversi, come luogo quotidiano di riunione, di incontro
e di scambio, centro di un ritrovato nucleo familiare e dei riti
che ne manifestano e ne tramandano l'unione. Mai come adesso dunque
il design è chiamato ad integrare l'innovazione con la tradizione,
la tecnologia con la semplicità, la protezione con l'accoglienza,
e ad esaltare le potenzialità conviviali dei luoghi domestici
d'incontro e di condivisione.
Nuovi materiali: resina,
metacrilato, cocciopesto, wilsonart, alluminio, vetro (Ciatti).
Nuove tecnologie: la domotica (gestione
della casa attraverso il computer) applicata ora anche alla cucina,
microprocessori inseriti nei tradizionali utensili ed elettrodomestici,
con funzioni di cromoterapia nella gestione delle luci (MK), illuminazioni
a LED, incremento degli standard di sicurezza ed evitaemnto degli
incidenti domestici, ma anche "home enterteinment" e "smart
home": tecnologie in rete che trasformano la cucina in un ambiente
a metà strada tra ufficio e living-zone, un ambiente globale
in cui anche il design finisce per fondere il calssico tavolo da
ufficio con il piano di cottura o il lavello (Ernestomeda). Nuove
funzioanlità: mobili modulari, spostabili su ruote,
che trasformano la cucina in un palcosenico in continua mutazione,
modualità portata all'estremo, inserimento di elementi nuovi
tradizionalmente usati in soggiorno (aiuole, quadri, tappeti).
Dining Design 2004
(al Salone Internazionale del mobile) è una mostra che ha
inaugurato una riflessione sulla complessità del luogo dove
si consuma il cibo fuori di casa, accostato alle installazioni di
alcuni "Food Artist" (ad esempio Nir Adar) che usano il
cibo come oggetto e strumento d'arte figurativa e performance. Presentati
alcuni dei più innovativi progetti di ristoranti, come il
"Partingline" (ristorante di alta cucina francese a Tel
Aviv) che sottopone i commensali ad un'esperienza multisensoriale
che cambia durante il pasto, o il "Carnivora" (a Sydney)
in cui i clienti anzichè scegliere il cibo, scelgono il il
loro arredo prima di sedersi. Si è evidenziata dunque la
nuova corrente che importa nei luoghi di consumazione del cibo,
tutta una serie di stimoli sensoriali (cromatici, multimediali,
Hi-Tech, arte) e di accostamenti concettuali che arricchisce il
convivio alimentare di elementi inediti, trasformandolo in un'evento
che condensa la tradizione del rito e del piacere dell'alimentazione
a quello delle più contemporanee contaminazioni.

Archivio d'immagini:

Cucine del Palazzo ducale di Urbino

Cucine moderne: tecnologiche e di design

(Ernestomeda) esempi di fusione tra living-zone, ufficio
e cucina: un elettromestico integrato in un mobile da ufficio, e
un tavolo da ufficio con piano cottura e lavello.

(Ciatti) cucina in vetro con retroilluminazione a led con
colore variabile (cromoterapia).

(SCIC) inserimento in cucina di aiuole verdi, e materiali
innovativi come il bambù, per rispondere ad un'esigenza ecologica,
data la rapida crescita che annulla il rischio di deforestazione.
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