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"Le deformazioni
del corpo nella storia dell'arte" è uno studio
psicologico sull'evoluzione storica delle forme e deformazioni del
corpo femminile nella storia dell'arte e dei costumi, e fa parte
del Progetto
Morf-Art (ideato da: Vittorio Riguzzi, Donato Luna, Matteo
Mugnani).
Il Progetto Morf-Art ha studiato le
reciproche influenze tra società, correnti di pensiero, correnti
artistiche, sintomi e forme del corpo nella storia, alla ricerca
delle ciclicità e delle variazioni ad essi correlate. Relativamente
alla dimensione clinica, il Progetto Morf-Art studia le affinità
tra l'arte informale e la clinica dell'informale (anoressia, bulimia,
obesità). Inoltre studia le evoluzioni della rappresentazione
del corpo femminile nella storia dell'arte, e gli artisti e le avanguardie
che hanno incentrato il loro lavoro e la loro poetica sulle deformazioni
del corpo.
Il progetto Morf-Art è destinato
all'uso in campagne di prevenzione dei disturbi alimentari e dei
sintomi corporei, attraverso conferenze e/o corsi. Per informazioni
rivolgersi alla segreteria MondoSole.

Alcuni documenti:

L'ideale della femminilità greco-romano (a sinistra)
e gotico (a destra). Il primo valorizza le curve dei fianchi e le
proporzioni tra le parti superiori e inferiori del corpo, in linea
con l'ideale greco-romano del corpo atletico, plastico e fiero.
La gamba sinista flessa simula il movimento del camminare e da alla
scultura il plusvalore di una movenza sensuale e ritmica, metafora
riconsociuta dell'eros (come pure nella Gradiva di Jensen). Nel
nudo gotico invece la curva principale non è più quella
dei fianchi, bensì quella del bacino, il cui peso architettonico,
a differenza dei fianchi della prima che slanciano verso l'alto,
grava invece verso il basso come a spingere il corpo verso il terreno,
verso la punizione per il peccato morale dell'essere umano, particolamente
sentito nel periodo storico dell'autore (un allievo del Memling).
I seni sono ridotti a piccoli pomi che richiamano la forma della
mela, simbolo del peccato originale, ed è evidente la sproporzione
tra parte superiore ed inferiore del corpo, con il grosso ventre
sporgente che trascina il baricentro verso il basso. Infine le gambe
restano immobili, parallele, in assenza assoluta di movimento, cancellando
così qualsiasi traccia di sensualità femminile.

Due esempi assai diversi di corpi femminili nell'arte, che
in epoche e culture differenti hanno rappresentato due ideali estetici
apparentemente inconciliabili, rispondenti ad esigenze sociali e
culturali diverse. La bellezza dunque, l'ideale estetico per eccellenza,
si rivela dipendente dal contesto, condizionato dai mutamenti sociali,
e dunque non solo soggettivo ma indicizzato a fattori esterni.

Due esempi recenti di deformazioni del corpo nell'arte: le sculture
minimaliste di Alberto Giacometti e l'esuberante abbondanza delle
forme di Fernando Botero, che richiamano alla memoria l'annullamento
ascetico dell'anoressia e l'accumulazione materiale e la sproporzione
delle quantità della bulimia e dell'obesità, elevandole
però ad un paradossale nuovo canone estetico dotato di un
plusvalore.

Il caso Kate Moss rappresenta un paradigma del mutamento dei canoni
estetici moderni. Il suo corpo deformato per difetto rispetto ai
canoni estetici della femminilità classica, delle icone maggiorate
del cinema degli anni '60, rispetto al canone della maternità,
ha suscitato negli anni '80 sia indignazione che attrazione. L'anoressia
esposta sulle copertine delle riviste patinate è diventata
infatti un enorme business che si è ripresentato fedelmente
nel campo clinico in forma di digiuni restrittivi, diete ascetiche,
e pratiche di svuotameneto del corpo (vomito, farmaci anoressizzanti,
ginnastica compulsiva). L'anoressia in pochi anni è diventata
non solo una tendenza diffusa, ma addirittura si è imposta
come il modello prevalente di una nuova femminilità, di un
modo nuovo di essere donna che s'illude di trovare nella magrezza
un plusvalore.
In realtà non si trattava affatto di un fenomeno nuovo, infatti
il passato della civiltà occidentale aveva già conosciuto
questo rapporto tra il corpo femminile e la magrezza estrema nel
medioevo, al tempo delle sante ascetiche, il cui digiuno mistico
si tramutava in un'anoressia non diversa da quella attuale; ma lo
stesso si potrebbe dire per altre epoche ancora precedenti. Il corpo
di Kate Moss si trasformò in questo modo in un feticcio sociale
che con la sua morfologia deformata per difetto incarnava l'emblema
della mancanza, non solo della carne, quanto piuttosto della mancanza
dei presupposti formali della femminiltà: si propose cioè
come un corpo de-femminilizzato, senza le insegne del corpo femminile:
senza le curve femminili, in amenorrea, che contraddiceva la maturazione
biologica, spingendosi in un territorio estraneo alle sembianze
umane disposte da madre natura. E infatti quelle forme erano dis-umane,
oltre che de-femminilizzate. Incarnavano cioè un tratto di
morte, di patologia, di malattia, elevata paradossalmente a modello
estetico, e che diveniva inaspettatamente oggetto di desiderio maschile
e di imitazione femminile. Segno evidente che a mutare non sono
stati tanto i corpi, quanto i canoni estetici e i desideri correlati.

"Il corpo umano nelle ultime avangiardie
artistiche": Vanessa Beecroft, Marina Abramovic, Orlan.
Analisi delle principali artiste moderne che hanno utilizzato il
corpo come oggetto artistico: ferendolo, spogliandolo, serializzandolo,
auto-mutilandolo.
Sul concetto di "Anoressia dell'arte contemporanea"
proposto da Achille
Bonito Oliva:
"La fruibilità dell'arte attraverso la
Rete Internet (ed altri mezzi telematici in cui comunque lo spettaore
non si trova realmente davanti, a contatto con l'opera d'arte originale)
hanno promosso una smaterializzazione dell'arte.
Il nuovo destinatario dell'arte è raggiungibile dappertutto
ma paradossalmente in assenza dell'opera vera e propria, che è
sostituita dalla sua immagine riprodotta, e larte tiene conto
di questa smaterializzazione e utilizza la superficie pellicolare
della fotografia, della pittura o di altre tecniche di rappresentazione
proprio per dare questo senso di unimmagine che è visibile,
ma che ha perduto per strada spessore, corpo e materia.

Visita questo sito internet (sezione "feeding
time"): contiene elaborazione grafiche di immagini famose di
personaggi noti, ritoccate "ingrassando" i loro corpi,
rendendo più generose le loro forme. Una specie di cirurgia
plastica elettronica fatta di pixel, che permette di ironizzare
sulle icone classiche dello spettacolo di ieri e di oggi (nelle
foto sopra: Kate Moss, Kylie Minogue, Marylin Monroe).
Link: http://www.worth1000.com/cache/gallery/contestcache.asp?contest_id=1735
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