mm@matteomugnani.com  
     
Menù

Format prevenzione
Contenuti


Il Progetto Morf-Food è uno studio psicologico sull'estetica del cibo e della sua presentazione nei luoghi di vendita e consumo: supermercati, ristoranti, ecc (ideato nel 2003 da: Vittorio Riguzzi, Donato Luna, Matteo Mugnani).

Il progetto prevede lo studio della presentazione estetica (e pubblicitaria) degli alimenti nei luoghi di vendita e consumo. Per quanto concerne lo studio della presentazione estetica dei cibi, tale lavoro si ispira agli studi condotti da Ferran Adrià presso l'Atelier estetico-gastronomico del ristorante "El Bulli".

Il progetto Morf-Food è destinato alla divulgazione culturale ed all'uso all'interno di campagne di prevenzione dei disturbi alimentari. Per informazioni rivolgersi alla segreteria di MondoSole.

Alcuni documenti:

Ferran Adrià
E' uno dei più acclamati chef del mondo, sicuramente il più all'avanguardia. Come un alchimista del cibo ha fondato, all'interno della sua catena di ristoranti (El Bulli, in Spagna), un laboratorio permanente del gusto (denominato El Taller), dove elabora le sue ricette come fossero collezioni d'alta moda in cui l'aspetto estetico e la consistenza del cibo sono studiati e rivoluzionati ogni volta (ogni anno propone una "Food collection"). In 25 anni di ricerca il suo approccio sperimentale alla cucina e al cibo ha espresso una ricca sequenza di 'invenzioni' e stili creativi, culminati nella destrutturazione del cibo, specialmente attraverso le sue celebri "spume". Il suo lavoro spazia tra gastronomia, chimica, design, grafica (Adrià disegna anche le stoviglie e gli strumenti per la preparazione e l'assunzione dei suoi piatti). Per Adrià cucinare è disegnare: nella sua cucina-laboratorio, al fianco degli chef, lavorano anche due graphic designer.

Le Spume di Ferran Adrià
A rendere famosissimo Ferran Adrià negli ultimi anni, è stata l'idea delle spume, un concetto rivoluzionario e certamente provocatorio in ambito gastronomico. Cosa sono le spume? Si tratta di un concetto sviluppato a partire da quello della mousse, dalla quale però si eliminano la panna, le uova e qualsiasi altro prodotto che potrebbe diminuire il gusto dell'ingrediente alla base della preparazione. E' stato necessario progettare uno strumento specifico che consente di trasformare in morbide spume leggerissime qualsiasi ingrediente: verdure, frutta fresca e secca, carne, pesce, erbe, spezie, ecc. La ricetta base delle spume non fa altro che unire il prodotto desiderato all'aria. Il risultato è una preparazione di una consistenza aerea, leggerissima, volatile, apparentemente inoggettuale, che conserva però i principi nutritivi dell'ingredinente originario. Tale metodo è stato poi applicato anche alle ricette classiche della pasticceria, con il risultato di alleggerire (in senso anche calorico) il prodotto finale. I vantaggi dunque sono: più sapore, minor apporto calorico quindi anche più digeribili, maggiore conservabilità, costi ridotti. Ma anche in senso psicologico le spume si dimostrano un'innovazione interessante, perchè possono facilitare l'alimentazione (ed il rapporto con i cibi) di quei soggetti che hanno un'atteggiamento fobico verso l'atto dell'incorporazione dei cibi. "Mangiare schiuma" infatti è un ideale diffusa nel campo dei disturbi dell'alimentazione perchè richiama l'idea di nutrirsi di niente, d'aria, di un non-cibo, di un non-oggetto. Che però, nel caso delle spume di Adrià, è invece un cibo vero e proprio, dotato di tutti i principi nutritivi necessari.

L'apparecchio progettato da F.Adrià per la realizzazione casalinga delle sue celebri spume.

Da un'intervista a Ferran Adrià:
"Attualmente sto lavorando a dei progetti di stoviglie di carta. È curioso pensare che mentre in Giappone la carta è un lusso, in Europa insieme alla gastronomia è ritenuta di basso livello. Io voglio creare qualcosa con la carta che sia di lusso, che sia di classe.
Ci sono anche artisti che lavorano con il cibo… L'anno prossimo parteciperò a una biennale a Valencia, in cui eseguirò una performance attraverso il cibo. Sto lavorando al progetto con Odile Decq per l'installazione: un ristorante in cui non si mangia. Credo che sarà la prima volta che si fa un'esperienza importante a livello di arte e cibo.

Come sarà la prossima food collection?
Adesso stiamo lavorando a solo progetto, una grande idea. Stiamo sperimentando una tecnica che esiste da 200 anni: l'idrogeno liquido. È un gas che gela a meno 220 gradi. Un gelato sta a meno dieci. E si possono fare cose che sino ad ora non si potevano fare.

Il progetto ALICIA (Alimentazione, scienza e arte)
C'è un progetto a cui tengo molto che si chiama Alicia: Alimentazione, Scienza e Arte. È una fondazione con sede in un monastero a Manresa (Barcellona) che sarà pienamente operativo dal 2005. Creeremo un centro di ricerca legato al cibo. Vi si incontreranno il mondo scientifico e il modo del disegno industriale, della grafica, della cucina. Lavoriamo alla ricerca, elaborando una cucina anche per persone ammalate, ad esempio di diabete, oppure studiando programmi per le scuole, per come dovrebbe essere l'insegnamento dell'alimentazione. Il concetto di base è un po' quello che anima Fabrica di Benetton. Sarà un luogo aperto, non privato, polo di creatività in cucina, con diversi finanziatori. All'inizio il centro accoglierà una quarantina di persone tra studenti, ricercatori, scienziati. Forse organizzeremo anche dei master, per 25 persone, specifici per disciplina.

Presentazione estetica degli alimenti nei luoghi di vendita (Cibo e Marketing)

Alcuni esempi di presentazione degli alimenti nei supermercati, dove sono disposti secondo una precisa logica di marketing pubblicitario mirato ad aumentare la desiderabilità dei prodotti esposti. La collocazione delle varie categorie merceologiche all'interno dei supermercati e l'aspetto estetico delle confezioni (colore, forma, ecc) sono studiate per incentivarne l'acquisto "a catena" (quando si entra nel supermercato pensando di acquistare solo poche cose e si finisce invece per acquistare molti prodotti non programmati).

Il suono del cibo

L'industria alimentare non tralascia neanche l'importanza del suono del cibo: alcuni studi hanno accertato ad esempio che più i cibi sono rumorosi e più piacciono. Così la Nestlè (famoso colosso dell'alimentazione) valuta il suono degli alimenti croccanti attraverso il "crostimetro", alla ricerca del suono ideale, del "cronch" della cialda di un cono gelato o di uno snack, che si spezzino sotto i denti soddisfacendo sia il gusto che l'udito del consumatore.


Contatti

Telefono: Dott. Mugnani 347.4755347 - Chiara Sole 338.4642841

E-mail: Dott. Mugnani mm@matteomugnani.com - Chiara Sole c4@chiarasole.it

Centro MondoSole: Rimini - Via Sigismondo 38